A.LA.SI. ONLUS

Associazione Laringectomizzati Sicilia

La laringectomia

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DALLA DIAGNOSI AL TRATTAMENTO

Sec. Linee Guida sul “Cancro della Laringe” Coordinatore: Prof. Marco de Vincentiis Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Iter Diagnostico PREVEDE:

Anamnesi

Vengono raccolte informazioni inerenti:

  • Eventuale presenza di neoplasie (specificando sede ed istologia) nei consanguinei (nonni, genitori, zii, fratelli, figli).
  • Eventuali pregresse neoplasie e precancerosi e loro sede, epoca di diagnosi e trattamento.
  • Abitudini voluttuarie, con particolare riferimento al consumo di tabacco ed alcool (tipo, quantità, data di inizio, eventuale data di cessazione dell’abitudine).
  • Attività lavorative, durata dell’attività ed eventuale contatto con sostanze nocive (segnalare anche eventuale esposizione a fumo passivo).
  • Data di inizio della attuale sintomatologia, eventuali procedure diagnostiche e terapeutiche già eseguite.

I sintomi della presenza di un cancro alla laringe non sono molto specifici e dipendono principalmente dalle dimensioni e dalla localizzazione del tumore.
Si può sospettare la presenza di un tumore quando si ha:

  • un improvviso abbassamento di voce o una variazione del suo timbro (ad esempio, se la voce diventa roca senza motivi specifici);
  • dolore localizzato all’orecchio;
  • un gonfiore sul collo;
  • difficoltà nel deglutiree;
  • mal di gola cronico (oltre le due settimane).

Esame obiettivo loco-regionale:

in particolare vanno segnalate l’estensione della neoplasia, le eventuali limitazioni funzionali (alterazione della motilità laringea, della deglutizione) ad essa correlate, le sedi e sottosedi interessate, il numero, il livello, le dimensioni e le caratteristiche dei linfonodi.
Fibroscopia faringo-laringea è un esame indispensabile e routinario: deve essere eseguito in tutti i pazienti. I tumori glottici vanno possibilmente valutati anche con laringostroboscopia.

Diagnostica patologica
Biopsia della lesione primitiva nei tumori intermedi avanzati (deve essere incisionale, senza modificare le caratteristiche della lesione: si consiglia biopsia sui margini della lesione per fornire al patologo tessuto vitale e significativo e consentire lo studio del passaggio tra tessuto sano e patologico), mentre nei tumori iniziali si può eseguire una biopsia escissionale a scopo diagnostico curativo.

Diagnostica per immagini
La TC, possibilmente multistrato, è attualmente il mezzo più idoneo per studiare radiologicamente la neoplasia della laringe.
La valutazione ottimale del collo – se non necessitano studi particolari quali ad esempio i rapporti tra masse cervicali e fascio vascolo-nervoso – è rappresentata dall’ecografia; qualora si utilizzi un’altra metodica per immagini (TC, RM) per stadiare la neoplasia primitiva, questa va estesa anche allo studio del collo in alternativa all’ecografia.
Ricerca di eventuali metastasi a distanza e/o seconde neoplasie. La PET per completare la stadiazione negli stadi III-IV, in alternativa alla PET, TC torace addome pelvi e scintigrafia ossea.

Classificazione (TNM)

Sedi anatomiche
Glottide (Commissura laringea anteriore e posteriore, Corde vocali vere)
Sovraglottide (Epiglottide sopra- e sotto-ioidea, Plica ariepiglottica – versante laringeo, Aritenoide, False corde)
Sottoglottide

Classificazione TNM (UICC, AJCC 2002)

Tx Tumore primitivo non definibile
T0 Tumore primitivo non evidenziabile
Tis Carcinoma in situ Sovraglottide

Sovraglottide

T1 Tumore limitato ad una sola sottosede della sovraglottide, con motilità normale delle corde vocali.
T2 Il tumore invade la mucosa di più di una delle sottosedi adiacenti della sovraglottide o della glottide o regioni esterne alla sovraglottide (ad esempio mucosa della base della lingua, vallecola, parete mediale del seno piriforme)senza fissazione della laringe.
T3 Tumore limitato alla laringe con fissazione della corda vocale e/o invasione di una qualsiasi delle seguenti strutture: area post-cricoidea, tessuti pre-epiglottici, spazio paraglottico, e/o minima erosione cartilaginea.
T4a Il tumore invade la cartilagine tiroidea e/o si estende nei tessuti extra-laringei (es. trachea, tessuti molli del collo, inclusi i muscoli estrinseci della lingua, muscoli pretiroidei, tiroide o esofago).
T4b Il tumore invade lo spazio prevertebrale, ingloba la carotide o invade le strutture mediastiniche

Glottide

T1 Tumore limitato alla(e) corda(e) vocale(i) (può coinvolgere la commissura anteriore o quella posteriore) con normale motilità.
T1a Lesione di una sola corda vocale.
T1b Lesione di entrambe le corde vocali.
T2 Il tumore si estende alla sovraglottide e/o alla sottoglottide, e/o con compromissione della mobilità delle corde vocali.
T3 Tumore limitato alla laringe con fissazione delle corde vocali e/o invade lo spazio paraglottico e/o presenta minima erosione cartilaginea.
T4a Il tumore invade la cartilagine tiroidea e/o si estende nei tessuti extra-laringei (es. trachea, tessuti molli del collo inclusi i muscoli estrinseci della lingua, muscoli pre-tiroidei, tiroide, esofago).
T4b Il tumore invade lo spazio prevertebrale, ingloba la carotide o invade le strutture mediastiniche.

Sottoglottide

T1 Tumore limitato alla sottoglottide.
T2 Il tumore si estende a una o entrambe le corde vocali, con mobilità normale o compromessa.
T3 Tumore limitato alla laringe con fissazione delle corde vocali.
T4a Il tumore invade la cartilagine tiroidea e/o si estende nei tessuti extra-laringei (es. trachea, tessuti molli del collo, inclusi i muscoli estrinseci della lingua, muscoli pretiroidei, tiroide o esofago).
T4b Il tumore invade lo spazio prevertebrale, ingloba la carotide o invade le strutture mediastiniche.

TRATTAMENTO

La programmazione terapeutica in oncologia deve essere multidisciplinare, in quanto potrebbero esistere altri presidi terapeutici (chemio/radioterapici) alternativi alla chirurgia, in grado di ottenere analoghi risultati oncologici con esiti funzionali migliori, oppure complementari alla chirurgia, in grado di risolvere eventuali limiti microscopici di radicalità riducendo la probabilità di recidiva loco-regionale. La decisione di trattare chirurgicamente una neoplasia non può basarsi solo su considerazioni tecniche, ma deve tenere conto anche della storia naturale della neoplasia, delle condizioni generali del paziente e della sua capacità di accettare e superare le limitazioni funzionali ed estetiche derivanti dall’intervento chirurgico. La scelta terapeutica deve, per cui, considerare le variabili legate:

  • al tumore (come istotipo, caratteristiche biologiche, localizzazione ed interessamento di sottosedi, presenza di metastasi regionale e a distanza)
  • al paziente (come età, sesso, patologie concomitanti, compliance, stato socioeconomico e alla fine la volontà del paziente).

In considerazione della possibilità di metastasi linfonodali e del loro impatto prognostico sfavorevole, la programmazione deve prevedere il trattamento del complesso tumore primitivo-aree linfatiche, tenendo conto dei concetti di radicalità oncologica e della qualità della vita conseguente all’intervento chirurgico.

Approcci chirurgici: LARINGECTOMIA PARZIALE Vs LARINGECTOMIA TOTALE

La laringectomia parziale o ricostruttiva, in base alla localizzazione del tumore e quindi alla parte della laringe che deve essere necessariamente rimossa, si suddivide in:

  • Laringectomia sovraglottica
  • Laringectomia ricostruttiva con crico-ioido-epiglotto-pessia (CHEP)
  • Laringectomia ricostruttiva con crico- iodo-pessia (CIP)

Al risveglio dall’intervento il soggetto non emette alcun suono, ma può riprendere a parlare già alla quinta giornata post-intervento. L’alimentazione sarà garantita i primi 10 giorni post-intervento tramite un sondino naso-gastrico. Seguirà una ripresa dell’alimentazione per os, con cannula cuffiata e con cicli di riabilitazione logopedica, al termine della quale la tracheostomia temporanea verrà chiusa.

La laringectomia totale è un intervento che consiste nella asportazione completa della laringe. Tolta la laringe, le vie respiratoria e deglutitoria vengono separate e l’ingresso e l’uscita dell’aria non avvengono più dalla bocca e dal naso, ma dal foro posto nella parte anteriore del collo, detto stoma; l’alimentazione invece continua a seguire le vie naturali.

Al risveglio dall’intervento il paziente non emette più alcun suono vocale anche in presenza di protesi fonatoria. Potrà ritornare a parlare dopo 15 giorni dall’intervento, se portatore di protesi fonatoria, o tramite l’inizio di training logopedico per l’acquisizione della voce erigmofonica o esofagea. L’alimentazione avviene tramite sondino naso-gastrico (va rimosso dopo 8-10 gg) sostituita con cibi cibi semisolidi. Dopo una prima fase, il paziente potrà mangiare tutto. La cannula tracheale, necessaria per evitare la stenosi dello stoma, può essere rimossa in molti pazienti, su indicazione del medico specialista.

 

 

CHI SUBISCE UNA LARINGECTOMIA TOTALE:

  • perde la voce (solo inizialmente dopo l’intervento)
  • non ha più olfatto e inizialmente il gusto (i recettori olfattivi e le papille gustative non vengono investite dai flussi d’aria e smettono di funzionare)
  • non respirerà più attraverso il naso, ma solo ed esclusivamente tramite uno stoma al collo che dovrà imparare a gestire e a sentirlo come il suo nuovo naso. importante è ripristinare quanto prima le funzioni di umidificazione filtraggio e riscaldamento dell’aria inspirata.
  • avrà difficoltà a sollevare i pesi, nella minzione, nel vomito o nell’apnea.
  • non potrà più immergersi in acqua.

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