A.LA.SI. ONLUS

Associazione Laringectomizzati Sicilia

Ritorno a casa

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Senza dubbio la dimissione dall’ospedale rappresenta un momento di disorientamento e di ansie: in corsia il personale infermieristico e medico rappresentano un grosso contenitore dei nuovi bisogni del laringectomizzato, legati all’intervento subito. Durante il periodo di ricovero il paziente è riabilitato da un punto di vista respiratorio e fonatorio, con un iter il cui inizio è ospedaliero ma necessariamente va continuato al domicilio del soggetto.
La gestione della cannula, la sua pulizia, la cura del tracheostoma, l’uso degli ausili respiratori e degli accessori per il corretto funzionamento della protesi fonatoria sono alcune delle attività che vanno portare come bagaglio, al momento della dimissione ospedaliera. Inizialmente un familiare potrà dare la sua mano durante queste azioni, cercando, però, di non sostituirsi del tutto al soggetto laringectomizzato stesso. Il prima possibile deve essere garantita l’autonomia nella gestione del tracheostoma e nell’uso corretto degli ausili respiratori e fonatori.

ritorno a casa 02Ciascuno di noi in perfetta autonomia, salvo casi particolari, svolge quotidianamente mansioni, ormai routinarie, come lavarsi i denti, pettinarsi per le donne, radersi per gli uomini.
ritorno a casa 03Durante quei momenti della giornata anche il laringectomizzato farà esattamente quanto elencato, dedicando alcuni minuti anche al suo tracheostoma, ormai parte del suo nuovo aspetto, del suo corpo, SENZA DIPENDERE DA NESSUNO

 

 

 

ritorno a casa 04È importante che ogni laringectomizzato conosca:

  • se portatore di cannula tracheale il numero e il tipo della sua cannula;
  • se portatore di protesi fonatoria il numero della sua protesi fonatoria (lunghezza, diametro) il funzionamento dell’aspirazione, che porterà con sé per i primi tempi post-intervento;
  • gli ausili che utilizza giornalmente, che porterà sempre con sé in minima scorta (filtri, scovolino per cannula, scovolino per protesi) in una borsetta, cosi da poter ovunque si trovi occuparsi del suo tracheostoma o della sua protesi, se necessario. All’interno della borsetta non deve mancare per cui uno specchietto e perché no una piccola torcia. Il laringectomizzato non prova disagio nel camminare con una borsetta, marsupio, tracolla, bensì nel sapere di avere bisogno di pulirsi la protesi o il tracheostoma e non essere in grado di farlo in autonomia e senza che questo crei scalpore negli altri.

Fino al momento della dimissione molti aspetti riguardanti la presenza di un tracheostoma al collo non vengono attenzionati. Questo perché durante il ricovero l’attenzione è focalizzata sull’intervento, su quanto è stato tolto, sul tumore.
ritorno a casa 05Il laringectomizzato comincia ad avvertire il suo cambiamento di vita, quando ritorna alla sua vita di tutti i giorni, con delle modifiche che inevitabilmente dovrà apportare.
Entrando a casa si ricorderà i profumi e gli odori che la caratterizzano, ma è difficile che li percepisca veramente. Sentire gli odori, soprattutto nei primi mesi post-intervento non è possibile, poiché i recettori olfattori presenti a livello del naso, non vengono più attivati dal flusso d’aria in entrata.
Esiste una tecnica speciale chiamata “sbadiglio educato” (NAIM Manovra Inducente ad Airflow Nasale) per convogliare, nonostante il tracheostoma, aria nel naso. Questa permetterà di risentire gli odori e i sapori. Infatti, anche il gusto è correlato al flusso d’aria che transita nelle vie aeree respiratorie superiori.
ritorno a casa 06Sfruttando questa tecnica, con l’aiuto di un logopedista, sarà possibile riacquisire il piacere di gustare i cibi e di sentire i profumi, oltre ad evitare pericoli dovuti ad esempio al non sentire possibili fughe di gas in casa.

Abbandonare l’ospedale è un po’ ricominciare una nuova vita che, dopo l’intervento, naturalmente spaventa molto. Molti laringectomizzati si isolano, smettono di frequentare luoghi affollati, abbandonano amicizie e si legano morbosamente ad un familiare, come unica ancora di salvezza.
È proprio in questo momento che l’aiuto dei volontari A.LA.SI. può essere determinante. Incontri in ospedale, gruppo di ascolto e confronto e tanto altro, ogni giorno viene svolto dai volontari, i quali per la maggior parte hanno vissuto lo stesso dramma, sono stati laringectomizzati ma non per questo hanno smesso di vivere.

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